#04 – da Monterey a Lompoc

Ci svegliamo, la colazione prevede di andare alla reception, prendere una bevanda e qualche dolcetto fatto in casa da dentro una specie di “tupperware”, il tutto da consumare in camera, lì infatti non c’è spazio. Scegliamo degli ottimi muffin al cioccolato e due cioccolate calde, il caffè non ci piace e tutte le nostre colazione saranno a base di cioccolato.
Prima di partire mi salvo qualche tappa offline e prendo nota di un centro commerciale dove è presente uno store AT&T, non ci sono alternative: oggi dobbiamo risolvere il problema telefono.
Arrivati al negozio, spiego per l’ennesima volta la problematica, i ragazzi provano nuovamente svariate configurazioni fino a quando si arrendono definitivamente. Compriamo quindi un cellulare, il più “scrauso” che supportasse Maps ed Android-auto. Questo scherzo, telefono più SIM, ci costa circa 100€. Il cellulare è una vera “ciofeca”, si impalla di continuo e prima di avviarsi ci mette un po’, sarà fonte di ulteriori madonne, ma comunque farà il suo dovere; finalmente posso essere più sereno: diciamo che la mia vacanza è iniziata qui.

Monterey, Lovers ParkRaggiungiamo Monterey, carinissima, tutta di legno, piena di ristorantini di “sea food” e che sicuramente la sera deve essere caotica; dopo una veloce passeggiatina sul lungomare, riprendiamo la macchina per andare a Lover’s Park, un parchetto a picco sul mare dove in mezzo agli scogli è pieno di scoiattoli, una vera costante americana. Le persone gli danno da mangiare, loro non hanno paura, sono tenerissimi e con le mani in preghiera, rosicchiano bruscolini e briciolette varie; sono adorabili e rimaniamo ad osservarli per parecchio, scattiamo foto.

Il programma prevede di percorrere la “17 Miles Road”, una strada privata panoramica che costeggia il mare, appunto per circa 30km, passando per Pebble Beach. In questa riserva è pieno di case milionarie che affacciano sul mare, decine di campi da golf, spiagge bellissime, ciclabili infinite… tutto maniacalmente curato. L’ingresso costa 10$ a macchina e questo rimarrà l’unico pedaggio stradale pagato in tutta la vacanza.
Raggiungiamo ed immortaliamo il “Lone Cypress”, un cipresso enorme cresciuto tra gli scogli.
Ci fermiamo per una passeggiata a Carmel By The Sea, paesino sempre sul mare pieno di negozietti e botteghe artigianali.
Imbocchiamo la famosa Highway 1, la superstrada che parte da San Francisco ed arriva fino a San Diego costeggiando per gran parte il mare, stupenda.
Attraversiamo il Bixby Creek Bridge, un ponte di cemento che in molti, noi compresi, si fermano a fotografare in un’apposita area di sosta.
Le ore di guida proseguono attraverso paesaggi e scorci sul mare meravigliosi, attraversiamo il Big Sur dopo esserci fermati a scattare qualche foto al Mcway Falls, una spiaggia incontaminata ed inaccessibile da terra, che è possibile osservare dall’alto e la cui particolarità è una cascata che finisce proprio sulla spiaggia.

Inizio a preoccuparmi della benzina, guido da ore e non ho ancora visto una stazione di servizio. Questa è un’ulteriore informazione imparata sul campo, o meglio sapevo che essendo le distanze enormi, devi sempre partire con il serbatoio pieno, ma disconoscevo per esempio che lungo le autostrade non troverai mai una pompa di benzina, queste infatti si trovano solo nei centri, nelle cittadine e nei paesini. Quando devi fare benzina, devi uscire dall’autostrada, la cosa è ovviamente segnalata, ovvero prima di un’uscita viene indicata la presenza delle stazioni e dei ristoranti, però diciamo che per noi la cosa suona strana: dover uscire dalla strada per fare il pieno.

In occasione del primo rifornimento, chiedo al cassiere dello store un posto dove mangiare e mi dice che lì, in quel tratto, non c’è molto a parte il “river inn”, parcheggiamo ed entriamo nel ristorante pensando che sia al chiuso. Ci fanno attraversare la sala e ci portano su un patio di legno esterno dove pranzeremo, che affaccia sul “river”, da qui il nome del posto, dove i clienti del motel, oziano su delle sedie in legno “parcheggiate” in mezzo al fiume; l’acqua gelata è alta al massimo 20 cm, una cosa fantastica: dei veri salottini di legno con i piedi immersi al fresco.
Mangiamo il nostro BLT (Bacon Lattuce & Tomato) con delle patatine fritte dolci ed una bella coca gelata. In America ogni bevanda analcolica prevede il refill, come vedono il bicchiere vuoto te lo riempiono finché non dici basta.

Guido da svariate ore ma non c’è stanchezza, gli scorci ed i panorami sono meravigliosi ed il fatto diSan Simeon fermarsi spesso e per poco tempo, smorzano bene i chilometri percorsi.
Lungo la strada ci fermiamo a San Simeon dove sulla spiaggia sono presenti tonnellate e tonnellate di elefanti marini, che sarebbero specie di foche gigantesche con il famoso naso che “pare una frappa moscia”: stanno tutto il giorno ammassati l’un con l’altro, litigano, rottano, urlano e si tirano la sabbia addosso… una vita fantastica!

Arriviamo a Morro Bay, famosa per un monolite enorme in mezzo al mare, purtroppo è calata una nebbia molto fitta e non si vede la cima. Anche questo paesino è pieno di ristorantini di pesce e negozietti. E’ quasi l’ora di cena e manca ancora un’oretta per arrivare all’hotel, non abbiamo fame, anzi stiamo ancora digerendo il BLT ma individuiamo un posto elegantino dove si cena su un pontile sul mare, famoso per la sua zuppa di pesce. Entro ma mi dicono che ci vogliono almeno 45 minuti per avere un tavolo, da una parte siamo sollevati: avremmo mangiato esclusivamente per gola e forse non avremmo apprezzato.
Ci rimettiamo in macchina e arriviamo a Lompoc, facciamo il check-in. La camera è enorme, molto bella e con un letto con un materasso che sarà stato alto 25cm… ed infatti lo ricordiamo come il letto più comodo di tutta la vacanza.

Monterey Monterey 17 Miles Road Carmel By The Sea Highway 1 Bixby Creek Bridge San Simeon Morro Bay

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