#06 – Los Angeles

Facciamo colazione con Nesquik e dei biscotti comprati al discount, ci vestiamo e muoviamo in direzione di Hollywood Walk Of Fame, la famosa strada con le stelle intitolate ai vari personaggi dell’arte e dello spettacolo. Sinceramente non è una cosa che mi attira particolarmente, ma che fai, non ci vai?
Continuiamo a scontrarci con il problema parcheggi, a parte che prima di capire se in un posto ti ci puoi mettere, devi interpretare il cartello per almeno 10 minuti: es. puoi parcheggiare dal lunedì – al venerdì 8:00-16:00, ma non il martedì e il giovedì a quella determinata ora – ci puoi sostare solo 30 minuti etc. La cosa allucinante, è che a più riprese ho chiesto aiuto a degli americani per capire se in alcuni posti potevo parcheggiare e ho desunto che c’è veramente della grande confusione in merito, la risposta standard era: “sí, penso che sia come di ci tu, ma non sono sicuro”, un tizio mi ha risposto che lui non aveva la macchina, come se questo lo giustificasse dal non saper leggere un cartello nella città in cui vive, altri alzavano le mani in segno di resa. Solo a San Diego, ho incontrato una giovane madre alcolizzata, la quale aveva il figlio sul sedile posteriore della macchina, che mi ha spiegato bene come leggerli; dico che era alcolizzata perché mentre mi parlava, mi arrivavano delle “zaffate” di super alcolico e mi sa che le “risultavo” pure, inequivocabile segnale dell’aver alzato il gomito.
La cosa principale da capire è: se il cartello dice che puoi parcheggiare 2 ore dal lunedì al venerdì dalle 8:00 alle 16:00 per esempio, significa che dalle 16:00 in poi, sabato e domenica, ce la puoi lasciare quanto ti pare! Pensandoci, anche da noi è più o meno così, ma i cartelli sono decisamente più intuitivi e leggibili.
Fatto sta che parcheggiamo in un posto dove paghiamo, ma non possiamo rimanere tanto, per cui passeggiamo lungo la strada, facciamo qualche foto alla stella di Britney Spears e torniamo alla macchina.
Soddisfatta questa “necessità”, andiamo a Beverly Hills per la foto davanti alla famosa scritta, riprendiamo la macchina e giriamo tra le villone: nulla da dire, spettacolari.

Ci dirigiamo verso Santa Monica e qui, come previsto, è un delirio di gente e di macchine che affollano il lungomare, optiamo quindi per parcheggiare in un multipiano.
È già ora di pranzo e ci mettiamo alla ricerca di un posto che faccia la zuppa di vongole; ne troviamo uno nei pressi del molo, quello dove ci sono la ruota panoramica e le montagne russe.
Io sono contrariato e pensieroso per una problematica che ho involontariamente creato e che non posso raccontare in questa sede, ho paura che mi vengano addebitati dei costi: ci manca solo questo.
Ci portano ‘ste due zuppe e sarà stato a causa del malumore, ma non ce le siamo gustate, tanto che ordiniamo solo quelle per poi andarcene, non è da noi.
Facciamo una passeggiata sul molo e non so quantificarle, ma la mole di persone che vi camminavano, può assomigliare a quella che si vede uscire alla fine di una partita allo stadio.
Sul molo, dei cartelli improvvisati, avvertono di rimanere tranquilli se dovessimo vedere gruppi di persone urlanti scappare e correre in varie direzioni: la 20th Century Fox, sta girando un “disaster movie” sul molo di Santa Monica! Ci mettiamo dietro alla zona delimitata ed assistiamo ad un paio di “take” di questa scena “apocalittica”. Devo dire che questi figuranti sono delle “scarpe”, si limitano a fare una sorta di corsetta strillacchiando qua e là, ho la presunzione che sarei stato più convincente.

La prossima tappa prevede di fermarci ad un centro commerciale, a me non va molto, quindi aspetto la mia compagna appoggiato ad un pilone di quelli che impediscono alle macchine di entrare nelle strade pedonali.
Prendiamo nuovamente la macchina per andare a Venice Beach, adoriamo la serie tv “Californication” e non possiamo perderci questa location.
Il sole ha iniziato a tramontare e la vista delle casette con il proprio molo privato, i ponticelli di legno sopra i canali, le paperelle e gli immancabili scoiattoli, ci regalano scorci unici e momenti romantici in un luogo che rimarrà per sempre magico nei nostri ricordi.

Da qui raggiungiamo a piedi l’Ocean Front Walk, la famosa strada di palme e ciclabili dove nei vari film e nell’immaginario collettivo, si vedono passeggiare “figaccioni” con il surf sotto l’ascella manco fosse una baguette e pin-up sui pattini dalle scollature generose. La spiaggia è immensa, il sole sta per tramontare sullo sfondo delle torrette di legno dei baywatch.
Sempre a ridosso della spiaggia, ci fermiamo ad osservare gli skaters che fanno acrobazie in piscine di cemento vuote, si sfidano, si scontrano i pugni quando si danno il cambio tra una sessione e l’altra, qualcuno cade e viene incoraggiato dagli spettatori, altri sono dei fenomeni.

Avremmo avuto bisogno sicuramente di una giornata in più per andare all’osservatorio Griffit, Bel Air ed agli Universal Studios (con ingresso di quasi 100€ a persona!), vedere molto altro che avrebbe magari cambiato le mie impressioni a pelle, ma devo dire che, ad eccezione di Venice e Santa Monica, Los Angeles non mi ha entusiasmato: è abbastanza sporca, oserei direi ipocrita per via di quelle “isole” di ricchezza ed ostentazione, da cui poi giri l’angolo e vedi decine di disperati, baracche e sporcizia. Quantomeno noi a Roma, almeno nel momento storico in cui scrivo, siamo più coerenti: le strade non sono “piene di buche” ma sono sterrate ed il degrado è un po’ ovunque.

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