#18 – da Mammoth Lake a San Francisco, Yosemite

Non so come mi sia venuto in mente in fase di organizzazione, probabilmente non c’era altra soluzione, ma oggi ci spettano 7 ore di macchina totali con annessa visita dello spettacolare ed immenso Yosemite National Park.

Ci svegliamo presto per il check-out e attraversiamo la strada si fronte al Motel dove c’è un bar-panificio che esteticamente ricorda la casa delle civette di villa Torlonia, una cosa stupenda da fuori, il paradiso dei golosi quando sei dentro.
Facciamo colazione con cappuccino e torte del giorno per poi spostarci nel lato panificio: preparano dei cestini con panini farciti con una punta di petto che si sfalda allo sguardo e svariati condimenti da decidere insieme alla signora. Il box del panino è enorme e bellissimo, una carta con una trama a scacchi tipo bandiera di formula uno, avvolge il panino: non vediamo l’ora di mangiarli pur essendo sazi della colazione appena fatta.

L’ingresso del parco è  molto vicino al Motel, quindi arriviamo subito.
Il programma prevede di prendere la strada panoramica, che va percorsa per circa due ore e che taglia tutto il parco e fermarsi lungo i vari punti di interesse.
Allo Yosemite entriamo sempre con la tessera parchi (che grande acquisto che è stato!).
La strada è addirittura meglio di come avevo letto nelle descrizioni, ci sono spot per fare le foto ovunque, boschi, montagne, ruscelli e panorami mozzafiato. E’ pieno di van di persone, gruppi e famiglie che hanno pernottato all’interno del parco, deve essere stata un’esperienza pazzesca.
Continuiamo a percorrere la strada ma è talmente bella che i km non si sentono, un piacere per gli occhi.
Arriviamo al Tioga Lake, un lago sì… ma un lago dove abbiamo lasciato il cuore: dovevamo starci poco e ci siamo trattenuti più di un’ora.
Parcheggiamo e percorriamo un piccolo sentiero che ci porta subito sulla riva del lago, l’acqua è cristallina e c’è una pace totale. Lungo la riva ci sono sia delle spiaggette che dei grossi massi da cui famiglie totalmente attrezzate di qualunque comodità ed arnesi da campeggio, sono intente a pescare e trascorrere la giornata, bellissima, assolata ma con aria fresca di montagna.
Ci colpisce un padre che sta pescando con i figli ed aveva messo dei panini a “tostare” sopra un grosso masso al sole.
E’ talmente bello che ci sediamo su un masso, ci togliamo le scarpe e le immergiamo nell’acqua di ghiacciaio… totalmente gelata. E’ tutto stupendo e nonostante ci siano altre forme di vita oltre a noi, tutto appare incontaminato.

Controvoglia, riprendiamo la macchina e continuiamo la strada panoramica.
In tutto questo si è fatta ora di pranzo, intravvediamo un sentiero che si addentra nel bosco seguendo un ruscello; prendiamo in nostri box del pranzo e ci incamminiamo.
Quello che vediamo è natura, bosco, montagna, fiumi, animali e tanta pace. Ci accampiamo lungo un torrente e ci gustiamo il pazzesco panino di punta di petto… dentro al box era previsto a sorpresa un grosso cookie, un biscottone tondo buonissimo.
Rimaniamo in questo incanto per un’oretta, ma poi tristemente prendiamo atto che ci aspettano ancora altre 5 ore di macchina per arrivare a San Francisco.

Lo Yosemite meriterebbe tanto altro tempo che non abbiamo ed anzi ci vediamo costretti a tagliare delle tappe e delle attrazioni che avevamo programmato di vedere, una su tutte “El Capitan”, l’enorme e famoso monolite. Le distanze sono veramente enormi, le cose da vedere infinite e vediamo anche dal navigatore che si sta formando del traffico: ci riteniamo più che soddisfatti e fortunati per aver trascorso queste ore magnifiche.

Sempre seguendo il navigatore, arriviamo a San Francisco al motel, migliore e molto più costoso di quello che avevo prenotato per la prima notte di questo fantastico viaggio e a cui avevo dedicato particolare attenzione in fase di scelta e prenotazione visto che qui ci dovremmo pernottare 3 notti.
Arriviamo in questa zona che non conoscevamo, mi sembra un quartiere veramente brutto e non mi ci ritrovo molto, doveva essere molto vicino alla baia e a tutti i “pier”…

Perdiamo un sacco di tempo nel cercare un parcheggio che non sia a pagamento, a San Francisco oltre ad essere difficile trovarlo ti mazzolano veramente, ma alla fine lo troviamo anche se siamo un po’ distanti dal motel ci incamminiamo con le valige che per fortuna hanno entrambe 4 rotelle.
La zona puzza, è piena di senza te tetto, non si può girare: “ecco non solo ho preso una “crepa” dal punto di vista economico, a meno di 220€ a notte non c’era nulla di decoroso, ma è anche brutto e scomodo…
Andiamo per fare il check-in e vedo un certo trambusto, l’operatore della hall ha problemi con la nostra prenotazione, chiama una collega… parlottano, la vedo nera: vai a cercare di sera dopo tutte quelle ore di macchina un posto per dormire a San Francisco, tristezza e sconforto!
Dopo un po’ uno dei due esclama “oh wrong hotel”: – “hotel sbagliato??” – guarda se adesso non gli devo tirare in testa il divano su cui eravamo in attesa che si chiarissero.
Niente da fare, tutta colpa mia. Il motel era una catena e cercandolo sul navigatore, avevo impostato il nome giusto ma nel quartiere sbagliato: come avrebbe detto mia mamma: mi sono sentito un pizzico!

Recuperiamo la macchina e seguendo le giuste indicazioni cambia tutto: il quartiere è molto carino, si vede il mare, i locali… tutto un altro mondo ed infatti per tutto primo periodo non riuscivo proprio a spiegarmi come mai avessi preso una sola del genere dopo averci perso tanto tempo il mese da casa con il mio mac sulla panza.
La camera è semplice ma decorosa, ovviamente nessun fasto e nulla che ci lasci a bocca aperta… in realtà la bocca vorremmo soddisfarla ma siamo molto stanchi e ci accontentiamo di un ristorante polacco che lì va molto, ma sinceramente a parte la birra, il goulash non ci ha emozionato.
Stremati torniamo al motel e dormiamo nel giro di 5 minuti.

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