#01 – Organizzazione viaggio in California e dintorni 2019

Ho deciso di tornare negli States perché è qui che dieci anni fa, è nata la storia con la mia compagna e quale miglior modo di festeggiare il nostro decimo anniversario se non quello di rivedere alcuni posti che ci erano rimasti nel cuore?
Ovviamente non volevamo fare un viaggio fotocopia della nostra prima volta, cerchiamo infatti di scoprire e visitare sempre qualcosa di nuovo.
Il viaggio è stato organizzato in meno di un mese e mezzo e questa è la prima fondamentale dritta che posso dare: evitate di ridurvi all’ultimo!
Le maggiori attrazioni necessitano di prenotazioni con largo anticipo e non vi dico in quanti “sold out” mi sono imbattuto in fase di prenotazione… al punto che, per dirne una su tutte, la disponibilità di biglietti per la visita all’imperdibile Antelope Canyon, ha condizionato e stravolto la prima bozza di itinerario.

Ogni nostro viaggio, inizia dalla ricerca della migliore offerta possibile sui broker di voli aerei, con in mente più o meno i giorni a disposizione. In genere per viaggi così impegnativi, cerchiamo di attestarci intorno ai venti giorni, sia per aver modo di visitare più posti possibile, sia per ammortizzare i costi…
I costi sono l’unico tasto dolente di questo viaggio, sono stati molto elevati.
In fase organizzativa, man mano che prenotavo pernottamenti e visite, mi è capitato di sbottare: “questo non è un viaggio, è un’emorragia economica!” …e così si è rivelata, ma nulla può scalfire il ricordo delle meraviglie che si sono palesate di fronte ai nostri occhi e dei bei momenti trascorsi: è stato un viaggio meraviglioso, dunque nessun rimpianto.

Dopo mille ricerche e simulazioni al fine di trovare la miglior offerta economica – “arrivo in quell’aeroporto e riparto da quest’altro”, “sposto la partenza e anticipo il rientro”, capiamo che viste le tempistiche, la soluzione migliore è arrivare e ripartire da San Francisco… avevamo già in testa un tour della California ma senza un itinerario, idee di pernottamenti o cosa vedere, l’unica certezza è che dovremo far tappa a Las Vegas, città dove tutto è iniziato.
Compriamo quindi il volo: San Francisco A/R, volo diretto da Roma.

Raggiunta la consapevolezza “volo acquistato, quindi si parte”, inizia lo scandaglio di tutti i siti e video su YouTube inerenti la California: nel giro di qualche settimana capisco che sarà un viaggio “on the road”, noleggeremo un’auto a San Francisco e scenderemo lungo la Highway 1, l’autostrada che percorre tutta la costa ed arriva fino a San Diego; da qui ci muoveremo verso Las Vegas e verso i parchi e le riserve naturali facendo ritorno a San Francisco.

Mi accorgo che il passaporto scadrà la prossima settimana, procedo quindi alle pratiche di rinnovo sborsando ben 116 €, a tanto lo hanno fatto arrivare!
Inizio a pormi problemi circa la patente internazionale; c’è chi dice che non serve, chi “sì, ma se ti fermano non è un problema” …ovviamente non mi fido e dai siti ufficiali apprendo che per lo stato della California e del Nevada, va bene anche la sola patente italiana, mentre se vai in Arizona e Utah, serve la traduzione.
Come dicono molti, probabilmente anche negli stati dove servirebbe, chiudono un occhio… il problema però sicuramente sorge nel momento in cui noleggi un’auto e ti succede qualcosa, a quel punto le assicurazioni si aggrapperebbero alla qualunque e anche in caso di ragione saresti fottuto. Manco a dirlo, vado a fare la patente internazionale: chiedo all’autoscuola e vogliono 100€, alla motorizzazione invece 32€… “l’unico” sbattimento è quello di andare alla posta e pagare due bollettini, andare alla motorizzazione lasciandogli i bollettini ed il modulo compilato per poi tornare alla stessa motorizzazione qualche giorno dopo per il ritiro dell’agognata patente. Andando alla motorizzazione all’apertura ed essendo i primi di luglio, non ho fatto particolari attese e ho risparmiato 70€ rispetto all’autoscuola.
Entrato nel mood “documenti in regola”, anche se non necessaria per il viaggio, decido che non ne posso più della vecchia carta di identità di carta, voglio la CIE – quella elettronica… prenoto l’appuntamento e vado a rinnovare anche questa.

Si sa che gli americani hanno atavicamente tre problematiche di vita fondamentali: la retta dell’università dei figli, l’accompagnatore/trice al ballo studentesco e pagare l’assicurazione sanitaria; in merito a quest’ultimo punto, farsi anche solo prescrivere un farmaco da un medico può costare anche 200€, un braccio rotto, migliaia di euro.
Inizio la valutazione di varie offerte ed alla fine sottoscrivo una polizza con la Columbus, tra le più economiche che ho trovato e che avevamo utilizzato anche per il viaggio in Thailandia.
Il problema con le assicurazioni, è il giorno che malauguratamente succede qualcosa; facendo delle ricerche in rete, ho trovato diverse recensioni negative, alcune non recentissime. La cosa importante però, che comunque stanno facendo quasi tutte le compagnie, è quella di avere le spese mediche illimitate. C’è però la clausola che prima di farsi curare, devi telefonare alla centrale operativa che ti metterà in contatto con la struttura dove dovrai recarti occupandosi della liquidazione diretta, delle parcelle e di tutti costi…
Mi domando qualora mi trovassi in uno stato di incoscienza o comunque di emergenza, come possano svolgersi le cose ma spero che nessuno dei presenti e nessuno dei lettori debba mai scoprirlo.
Per mera curiosità sono andato a leggere con un po’ di pazienza i 30 fogli informativi di tutte le esclusioni non comprese in polizza, specialmente quelle relative al risarcimento per annullamento viaggio per cause di forza maggiore: praticamente ne sono uscito con una domanda, “che cavolo la sto pagando a fare?” Il consiglio rimane assolutamente quello di farla e per la ”modica” somma di 170€ acquistiamo per due persone: assicurazione sanitaria, risarcimento per smarrimento bagagli e annullamento viaggio.

Altro dilemma: è un viaggio on the road (OTR), che faccio prenoto già tutti i pernottamenti o man mano che arriveremo nei posti ci fermeremo dove ci piace?
Da una parte il mito dell’OTR prevederebbe versatilità ed avventura, nulla di schedulato; poi subentra la parte razionale che dice: “ti immagini dopo tante ore di guida, dopo aver visto parchi e attrazioni, avere la croce di prenotare ed accontentarsi di motel e posti trovati così alla cazzo?
Ancora non avevo preso completamente questa decisione quando inizio a cercare su booking prendendo atto con grande meraviglia che in alcune città e paesini le disponibilità non sono moltissime e soprattutto i prezzi sono alti, questo fatto mi fa decidere definitivamente che dovrò prenotare tutto, mi sentirò quantomeno più rilassato.

Passano i giorni e continuo a documentarmi fino a quando non tiro giù l’itinerario definitivo con tutti i luoghi e i parchi da vedere, quanto tempo fermarsi e le attrazioni di massima da non perdere.
Prenoto praticamente tutti i pernottamenti con l’opzione di cancellazione gratuita, anche se a 2-3 giorni dall’arrivo ogni hotel addebiterà il costo, ma questa opzione mi darà la possibilità, quantomeno finché sono ancora a Roma, di cambiare qualche albergo con uno migliore e aggiustare l’itinerario in corsa.

Ci siamo ecco l’itinerario definitivo:
Da San Francisco a San Diego percorreremo la panoramicissima Highway 1 che costeggia tutta la costa della California pernottando e visitando diverse città: Santa Cruz, Monterey, Carmel By The Sea, Morro Bay, Santa Barbara, Los Angeles….
Dopo essere rimasti a San Diego per tre giorni, dirigeremo verso il Joshua Tree National Park.
Percorreremo un pezzo della mitica Route 66 da Kingman a Flagstaff.
Andremo a Page dove vedremo lo spettacolare Horseshoe Bend e l’Antelope Canyon.
Puntatina alla Monument Valley dove fin da subito so che vorrò andare a rifare la corsa di Forrest Gump con lo sfondo dei monoliti.
Visiteremo il Bryce Canyon National Park.
Faremo ritorno dieci anni dopo a Las Vegas dove festeggeremo l’anniversario.
A questo punto cominceremo la risalita verso San Francisco passando per lo Yosemite National Park.
Rimarremo tre giorni a San Francisco per poi riprendere l’aereo per tornare a Roma.

E’ arrivato il momento di prenotare la macchina.
Nei vari siti su cui mi sono documentato leggo: “risparmiate su tutto, ma sulla macchina non lesinate… ci passerete tantissime ore di guida, deve essere comoda”. Lì per lì mi pare una considerazione scontata e non avendo idea dei costi non gli do molto peso.
Cerco sui principali broker di auto e mi accorgo da subito che per 18 giorni di noleggio, viene una salassata: sono ad un bivio, una berlina Wolskwagen o un SUV Toyota?
La risposta verrebbe automatica, SUV! …peccato che ci sia una bella differenza: 580€ contro 950€, garanzie e tutele varie comprese.
Devo dire che fino all’ultimo ho un po’ vacillato perché neanche eravamo partiti che già avevamo speso migliaia di euro.
Alla fine mi convinco che le ore ed i chilometri in macchina saranno tanti e pazienza spenderemo di più, scelgo la RAV 4.

Definite per bene tutte le tappe, mi documento nel dettaglio su tutte le attrazioni, le escursioni ed i monumenti da non perdere. Per fare questo, oltre ad aver creato e condiviso con la mia compagna una nota su Google Keep, inizio a salvare su Google Maps tutte le “stelline” ovvero i Point Of Interest di tutte quelle cose che andremo a vedere; nel fare questo sono meticoloso, nel mio file sono presenti indicazioni precise ed orari di percorrenza.
Questa divisione è stata soprattutto utile per definire dove dormire. La tecnica era questa, vedevo su Maps quanto tempo in ore di guida avremmo impiegato per raggiungere i vari luoghi, ipotizzavo il tempo di visita, pranzi, soste varie e piccoli imprevisti, per poi accorpare nella giornata diverse attività in modo che le ore di guida totali non superassero mai le 3-4 ore ad eccezione di qualche spostamento importante.
Tutto il mio viaggio quindi è stato organizzato e salvato sulle varie applicazioni di Google (Maps, Keep) e su Trip Advisor – già avevo iniziato una panoramica su dove e cosa mangiare.
Tutta questa pippa organizzativa ricordatevela perché sarà fondamentale e fonte di madonne volanti nei racconti a seguire.

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