#02 – da Roma a San Francisco

Chiedo al collega se mi può fare la gentilezza di venirci a prendere a casa e portarci all’aeroporto.
Di solito non mi va di rompere le scatole a familiari ed amici per accompagnarmi, ma facendo un rapido conto di quanto sarebbe venuto a costare il parcheggio all’aeroporto per più di venti giorni, oltre 100 €, ne approfitto volentieri.
Mentre scendiamo da casa con le valige, arriva un messaggio della Norvegian… il volo è in ritardo di 3 ore.
È troppo tardi per tornare indietro e poi “metti che anticipano”: guarda che palle oh, l’unico viaggio intercontinentale dove siamo riusciti a prendere un diretto, porta già 3 ore di ritardo.
A parte le inutili ore di attesa in aeroporto, il volo dura circa 12 ore e devo dire che avendo visto 3 film e sonnecchiato qua e là… alla fine il tempo è passato senza troppi problemi.
Arriviamo a San Francisco e dall’aeroporto (OAK) prendiamo il Bart, una metro che ci porterà in città vicinissimi a Union Square dove abbiamo l’albergo.
La metro arriva subito e avendo delle valige abbastanza grandi entriamo nell’ultima carrozza, quella più vicina al punto da cui siamo arrivati. La carrozza non è il massimo come pulizia ed insieme a noi entra una “ciaciona” di colore con le treccine a cui mi affido subito per avere l’ennesima conferma che questo treno ci avrebbe portati direttamente a Union; la tizia me lo conferma, si stravacca su un sedile che era per tre persone e si accende una bella canna.
Pur essendo un po’ distante da noi, il fumo ci arriva addosso e penso: ”ora ci si impregnano i vestiti e ci fermerà sicuramente un cane alla prossima stazione”.
Devo aver fatto una faccia un po’ disgustata, tanto che la tizia a quel punto ci guarda e ci chiede se ci dia fastidio: “No, It’s Ok…” – le rispondo, ti pare che mi vado a mettere contro la molossa che istericamente continuava ad arrotolarsi le treccine?
…”cominciamo bene!

Non vediamo l’ora di arrivare in hotel, più che altro per stenderci due secondi sul letto, toglierci le scarpe ed eventualmente una doccia anche se crediamo che nessuno dei due avrà la forza. Tra una cosa e l’altra arriviamo in camera che sono le 19:00 di sera ma per il fuso per noi sarebbero le 4:00 di notte.
La stanza di questo 3 stelle non è il massimo, purtroppo a San Francisco o spendi oltre 200€ a notte, noi questo un po’ così lo abbiamo pagato 160€, o i posti lasciano molto a desiderare. Purtroppo stanno in fissa con ste cavolo di moquette che nel 90% dei casi hanno odori stantii (quando dice bene) e con condizionatori rumorosissimi.
Alla fine decidiamo che la cosa migliore è non riposarci, cenare subito e andare a dormire in modo che la mattina ci saremmo sicuramente svegliati molto presto.
Facciamo la cazzata di dire: “vabbè troviamo qualcosa qua sotto” senza cercarlo prima su Trip… usciamo in strada ed ovviamente non abbiamo connessione internet.
Entriamo in un paio di posti ma uno puzzava di piscio, un altro non ci convinceva… in tutto questo iniziamo ad addentrarci e camminare per delle vie perdendo un po’ di tempo, abbiamo fame ed iniziamo a stancarci… domani sarà fondamentale acquistare come preventivato la SIM dati americana per avere sempre connessione e poter visualizzare strade, tragitti ed i miei punti di interesse salvati su Maps, i ristoranti.
Alla fine troviamo un classico hamburgheraro, il posto è bruttarello ma il panino non è niente male.

Tornando in hotel, San Francisco si rivela subito nella sua contraddizione più evidente: sei a Union Square considerato il centro, gli hotel costano tanto, è pieno di negozi e di turisti… e la notte le strade si riempiono di homeless.
Il problema qui però non è che si tratta di “semplici” disperati senza lavoro o senza casa, la maggior parte sono persone con grossi problemi mentali, pisciati e cagati sotto che muovono carrelli con le loro sporcizie e si accampano dove possono: la città ne è piena, una via la vedi linda e pinta, giri l’angolo …lo schifo.

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