Alla scoperta dei tesori di Veio

Partenza: Ponte Milvio
Distanza: 55 km
Dsl+: 550 mt circa
Arrivo: Ponte Milvio
Traccia: LontanoCheVai-TesoriDiVeio.gpx

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Giro stupendo: sterrato, ciclabile ed asfalto passando per strade secondarie di campagna in cui passano pochissime macchine.

Mediamente impegnativo più che altro per la sua durata; per viverselo in serenità saranno necessarie dalle 5 alle 6 ore.

Si parte da Ponte Milvio dove è presente una fontanella, si prende la ciclabile tiberina in direzione Castel Giubileo.
Superati Tor Di Quinto ed i vari campi sportivi, si deve prestare particolare attenzione al km 8 perché dobbiamo abbandonare la ciclabile prendendo la discesa a sinistra che porta alla stazione di Saxa Rubra.
Arrivati alla sbarra (quasi sempre aperta ma che andrebbe aperta e richiusa), inizia l’asfalto; andare dritti fino all’incrocio e girare a sinistra.
Prendere il cavalcavia che passa sopra alla Flaminia, facendo attenzione allo stop e proseguire fino all’incrocio dove girare a sinistra per via Carlo Angela (strada che porta all’Ospedale Sant’Andrea).
Da qui, o proseguite dritti fini all’incrocio e poi girate a destra, ma la strada non è meravigliosa ed è trafficata, oppure girate a destra alla piccola rotatoria per via di Quarto Peperino percorrendola tutta fino ad una sbarra facilmente superabile.

Superata la sbarra, andare a destra per la grande discesa, se mollate i freni arrivate anche a 55 km/h!
Appena superato il cavalcavia che passa sotto al GRA, girare a sinistra: qui inizia una parte sterrata molto tranquilla che passa in una proprietà privata (c’è una fattoria-agriturismo ed un B&B), dove ci sono delle sbarre e dei cancelli, ma c’è comunque un passaggio pedonale lasciato aperto. Personalmente è l’unico tratto di tutto il giro che un po’ mi scoccia perché non capisco se rischio di essere fucilato o se i passaggi lasciati aperti a mo’ di servitù siano effettivamente allo scopo. Ci sono passato decine di volte, facendo grandi “sorrisoni” e salutando eventuali pastori e lavoranti senza mai  avere problemi o essere rimproverato.
Purtroppo l’alternativa per non passare lì,  sarebbe inutilmente dispendiosa a livello di km e dsl.

Usciti dalla proprietà, ci ritroviamo su via della Giustiniana: manteniamo la destra e prendiamo via del Prato della Corte.
Dopo circa un km, c’è uno “strappetto” con una salita niente male, fortunatamente non è lunghissima.
Nota di colore per gli amanti del genere: finita la salita, sulla destra (ma voi malgrado le tentazioni NON dovete girare), c’è il club privè “Il Mondo Di Atlantis” di Jessica Rizzo.
La strada, che passa tra le campagne, è sempre dritta fino a quando non diviene sterrata e ci si trova davanti il bivio della Francigena (foto di rito): qui inizia l’anello di Veio che percorreremo in senso orario.
Al cartello giriamo quindi a sinistra e percorriamo il viale alberato per qualche centinaio di metri, facendo attenzione sulla destra all’ingresso del sentiero segnalato da un piccolo masso.

Inizia una simpatica discesa con un po’ di pietraia, nulla di preoccupante, fino ad arrivare al ponticello di legno.

Si prosegue dritti sul sentiero ed inizia una salitella che ci porterà al bivio per Isola Farnese.
Al bivio girare a destra, seguite la strada (dove è presente una fontanella) fino al castello, foto con il carretto di legno e tornate indietro ripassando davanti al bivio da cui provenivate.

Proseguiamo dritti fino al bivio a destra per via Riserva Campetti che ci porterà fino al cartello di “Benvenuti a Veio” ed alla bellissima cascata della mola.
Arrivati alla cascata, appena superato il ponticello, girare a destra (la cascata invece sta alla sinistra del ponticello),
seguire il sentiero tenendo sempre la sinistra. Superato il bivio, passerete sulla collina, d’estate il terreno è lunare, di terra arida, molto suggestivo con panorama su tutta la campagna e sulle balle di fieno.

Al bivio con vicolo Formellese, andare a destra e dopo poco entrare a sinistra, il sentiero è segnalato. Qui fare attenzione a seconda della vostra esperienza e della vostra bicicletta: c’è subito una discesa che, in alcune stagioni a seconda delle piogge, spesso è un po’ scassata con buche e pietre. Nulla di lungo ed estremo, ma c’è da fare attenzione – nel caso scendete dalla bici.

Il sentiero è sempre visibile e lo si percorre fino a Ponte Sodo, dove bisogna lasciare la bicicletta e fare un piccolo pezzetto a piedi per apprezzare la grotta ed il ruscello.

Proseguite fino a quando arriverete ad un grande bivio pieno di cartelli dei vari sentieri, qui valutare se siete in ritardo o stanchi e volete rientrare, in questo caso andate a destra per andare a chiudere l’anello e tornare al primo cartello della Francigena (quello della foto di rito), oppure e ve lo consiglio vivamente, girare a sinistra in direzione della cascata de Fosso Degli Olmetti alla Selvotta.

Personalmente cerco sempre di arrivarci per pranzo perché il posto è veramente bello, c’è una castatella, un ponticello, una grotta e anche una panchina.
Quando cadono le foglie, il laghetto che si forma sotto la cascatella, si tinge di vari colori permettendovi delle foto bellissime.

Dopo esservi rilassati il giusto ed aver fatto tutte le foto del caso, occorre tornare indietro ripercorrendo i vari sentieri fino al bivio che ci porterà alla chiusura dell’anello.
Dopo qualche km dal bivio, passeremo per campo di volo, un pratone con dei capanni attrezzati dove gli appassionati di aeromodellismo fanno volare degli aerei pazzeschi, se capitate nel momento giusto e vi interessa l’argomento, vi porterà via un po’ di tempo.

Proseguendo tornerete al cartello della Francigena, da qui riprenderete via del Prato della Corte che adesso è in gran parte in discesa ed il percorso è lo stesso dell’andata, passare nuovamente per la proprietà privata etc…
Subito dopo il GRA, dovrete affrontare quella che adesso è diventata una salita fino alla rotatoria, poi la sbarra di via di Quarto Peperino.
Superare il cavalcavia della Flaminia e andare a riprendere la ciclabile da Saxa Rubra fino a ponte Milvio.

Il percorso potrebbe essere accorciato in km e durata totale, se si sceglie di limitarlo al solo anello di parco di Veio, partendo ad esempio dalla stazione ferroviaria FM3 dell’Olgiata (zona Cassia – Isola Farnese), ma a mio avviso il giro perde completamente senso nella scoperta e nel “timing” con cui si arriva alle varie attrazioni.

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